Black Keys: ‘Let’s Rock’ (Nonesuch, 2019)


Genere: blues-rock | Uscita: 28 giugno 2019

Let’s Rock“, disse Edmund Zagorski poco prima di essere giustiziato il 1° novembre del 2018. In quei giorni, Dan Auerbach e Patrick Carney erano in uno studio di Nashville a registrare le canzoni del nuovo album come Black Keys, il primo, dopo qualche anno di letargo, della band che ha dato loro la notorietà. L’episodio – una delle prime esecuzioni seguenti alla reintroduzione della pena di morte nello stato del Tennessee – li colpì a tal punto dal decidere di utilizzare le ultime parole del condannato come titolo del loro disco e di rappresentare una sedia elettrica, ovvero lo strumento utilizzato per la sua uccisione, in copertina.

Let’s Rock‘ è però anche la denominazione ideale dell’LP che Auerbach e Carney avevano in animo di realizzare. “E’ un’omaggio alla chitarra elettrica“, aveva dichiarato il batterista subito dopo l’annuncio della pubblicazione di quello che sarebbe stato il nono album in studio per il duo di Akron. “Lo abbiamo approcciato con molta semplicità, eliminando il superfluo come siamo soliti fare“, seguita Carney, dimenticandosi, probabilmente di proposito, dell’armamentario di tastiere utilizzato appena quattro anni prima per ‘Turn Blue‘, in cui però la produzione era stata presa in carico dall’estroso Danger Mouse. Sono invece solamente chitarra, basso e batteria, per di più registrate in presa diretta, a caratterizzare il suono volutamente vintage di ‘Let’s Rock‘. Un po’ perché “quando siamo insieme siamo i Black Keys, è qui la vera magia, lo è sempre stata da quando avevamo 16 anni“; un po’ perché poco prima Dan Auerbach ebbe un’ispirantissima session in studio con Glenn Schwartz, chitarrista dei James Gang e suo idolo sin da ragazzo, che gli tolse ogni minimo dubbio sul fatto di voler riprendere a suonare come faceva da ragazzo.

E’ dunque un disco fatto prima di tutto per divertirsi, da due vecchi amici che si ritrovano dopo tanto tempo insieme in uno studio di registrazione. Ed è probabilmente il ritorno a quei 16 anni e allo spirito originario della loro band che ha spinto Dan e Pat a realizzare un album così tradizionale ma anche così estremamente catchy, anche più di quel ‘El Camino‘ (2011) che aveva portato i due a fare incetta di dischi d’oro e Grammy Awards. Di quel LP mancano potenziali evergreen come ‘Lonely Boy‘ e ‘Gold On The Ceiling‘, ma viene mantenuta la stessa propensione all’orecchiabilità estrema (‘Eagle Birds‘, ‘Go‘), che viene distribuita a piene mani su tutte e 12 le tracce in scaletta. In ‘Let’s Rock‘ però ci sono meno muscolarità e soprattutto ben pochi guizzi al di là dell’assodato mestiere; è un album che pianta letteralmente le tende in una comfort zone che non è neanche esclusivamente la loro (il classic-rock di ‘Walk Across The Water‘ e ‘Tell Me Lies‘, ad esempio), ma lo fa comunque in un modo troppo ordinario e prevedibile per essere un disco dei Black Keys.

VOTO: 😐