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Drug Bug: ‘Hell For A Basement’ (4310726, 2026)

🎵 Baroque-rock | 🏷 4310726 Records DK | 🗓 12 aprile 2026

Di colui che ha ideato il progetto Drug Bug non si hanno molte informazioni. Pare si chiami (o si faccia chiamare) semplicemente Alex, e che si sia reinventato musicalmente dopo lo scioglimento dei WillyRodriguezWasTaken, duo di cui faceva parte ma la cui attività è terminata nel 2022. Con l’attuale moniker, su Apple Music si possono rinvenire due album (quello in questione e ‘A Seasons End.‘ del 2025) e tre EP. Alex sembra non seguire una logica commerciale nel pubblicare e promuovere la propria musica: le interviste sono davvero poche e generalmente per magazine e/o podcast non troppo conosciuti; questo suo sophomore è uscito di domenica e non di venerdì, e quattro giorni dopo (questa volta di venerdì) ha condiviso un EP con altri quattro pezzi. Il suo successo è soprattutto sui social alla Reddit e sui forum: su quello di Album Of The Year è stato votato quasi 2.500 volte, con un giudizio medio di 8,3 su 10.

Il suo nuovo LP, ‘Hell For A Basement’, parte con una suite di quasi 11 minuti e si conclude con un’altra di oltre 8’30”, circostanza che dà l’idea di quanta libertà creativa si sia preso il suo compositore. Che vi ha contribuito anche con voce, chitarra acustica, chitarra elettrica baritono, basso, chitarra classica, batteria, clarinetto, tamburello, spinetta, organo a pompa, glockenspiel, balalaika, sonaglio di semi di cacho (😅), casaba, produzione e mixaggio. Da altri musicisti amici provengono contributi con trombone, violino, eufonio, sassofono, tromba e altre chitarre. Una lista lunghissima se si pensa che si tratta di un’auto-produzione sostanzialmente casalinga. In un’intervista a Samersault Magazine, Alex spiega infatti di fare “musica stratificata… di solito inizio con la chitarra, poi registro la traccia di batteria, poi penso ad altri strati che voglio… Ho la mia collezione di strumenti sotto il letto, c’è un sacco di roba. Ci guardo, e prendo quello che c’è“.

Questo approccio estremamente personale ha prodotto un disco unico nel suo genere, di difficile definizione se si pensa alle classiche descrizioni che si possono dare del rock alternativo contemporaneo. Contiene talmente tante cose che bisognerebbe stilare un’elenco lungo quanto quello sciorinato poco fa: sicuramente progressive-rock (con una dichiarata predilezione per gli Yes), chamber-pop, noise/shoegaze e psichedelia: sono tutti tag accostabili almeno a una traccia di un lavoro che non finisce mai di stupire, cambiando spessissimo direzione ma mantenendo una coerenza di fondo illuminante. I due lunghi brani succitati, l’opener/title-track ‘Hell Of A Basement’ e il closer ‘Requiem’, sono a modo loro dei piccoli capolavori, così come i 6’35” di ‘Star Sick’. Ce ne sono poi altri in mezzo, pezzi più concisi come ‘Blood Runs Cold’, ‘Discotheque Of My Own Misery’ e ‘Between Months’. Non abbiamo idea di quanti saranno in grado di accorgersi dell’esistenza delle canzoni di Drug Bug, ma chi lo farà si troverà di fronte a uno dei dischi genuinamente e genialmente più folli usciti quest’anno. E anche uno dei migliori.

😀



 

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