Eels: ‘Earth To Dora’ (PIAS, 2020)

Genere: alternative pop-rock | Uscita: 30 ottobre 2020

A chi ha avuto modo di ascoltare, negli ultimi tre decenni, le canzoni degli Eels, non deve essere stato difficile immaginare Mark Oliver Everett come un uomo taciturno e solitario. È in effetti così, lo ammette egli stesso in alcune recenti interviste, in cui afferma di non aver di molto cambiato il proprio stile di vita dopo lo scoppio della pandemia: “La mia unica compagnia sono i miei due cani e il mio figlioletto di tre anni“, confessa all’NME. In realtà, l’ultimo periodo è stato piuttosto turbolento per il musicista californiano: un altro matrimonio, il primo figlio, un secondo divorzio, e la nuova normalità da ragazzo (per modo dire, visto che ha ormai 57 anni) padre.

Si ipotizza sia questo il motivo per cui ‘Earth To Dora‘, il suo tredicesimo album in carriera come Eels ma il quindicesimo se si considerano anche quelli di inizio ’90 con il moniker personale E, paia il racconto di una relazione terminata non benissimo. Mark nega che si tratti di un LP autobiografico: “Alcune cose che ho scritto riguardano me, altre miei amici, altre ancora le ho inventate. Ho poi messo tutto in fila come se avesse un inizio e una fine, ma le fonti sono differenti.” La ragione di questo disco, in realtà, è la ritrovata passione per il proprio mestiere, soprattutto nella sua declinazione live, dopo un letargo di quattro anni e terminato con il precedente ‘The Deconstruction‘ (2018). Quell’album fu seguito da un tour molto gratificante che E aveva tutte le intenzioni di replicare: “Il piano era fare uscire il disco per poi suonarlo in giro, ma abbiamo deciso di pubblicarlo lo stesso, abbiamo pensato che comunque la gente avrebbe continuato a voler sentire musica, e che in questo momento ne avesse più bisogno che mai“. La maggior parte delle 12 canzoni in scaletta, pertanto, sono precedenti al lockdown: “Spero che possano ricordare la vita prima del 2020, le cose che tutti sogniamo possano ritornare“.

È dunque un Everett insolitamente ottimista quello che si ascolta in apertura (‘Anything For Boo‘, ‘Are We Alright Again‘, la title-trackEarth To Dora‘), che finisce però per attraversare momenti decisamente meno radiosi (‘Dark And Dramatic‘, ‘Are You Fucking Your Ex‘, ‘I Got Hurt‘), ma che proprio per questi saliscendi emotivi esibisce una discreta varietà di approcci (‘Of Unsent Letters‘, ‘OK‘, ‘Waking Up‘) che rendono questo suo nuovo lavoro più dinamico e ispirato della media delle sue ultime uscite. La scelta di una “strumentazione tradizionale” e di rifarsi a un “cantautorato old-school” lo mantengono nel solco tracciato da una discografia estremamente riconoscibile, rispetto alla quale ‘Earth To Dora‘ è appendice irrilevante dal punto di vista complessivo, ma più che gradevole da quello specifico. Un’ulteriore prova delle qualità di elegante e sensibile cantastorie di questo estroso signore che si fa chiamare E.

VOTO: 🙂



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