Pubblicità

Man Woman Chainsaw: ‘Cannonball’ (Fiction, 2026)

🎵 Art-rock | 🏷️ Fiction Records | 🗓️ 7 agosto 2026

L’entusiasmo per i Man/Woman/Chainsaw ha preso una lunga rincorsa. In maniera decisa da fine 2024, quando la label indipendente Fat Possum pubblicò ‘Eazy Peazy’, corposo EP di sei tracce che li rivelava come quello che erano sempre stati, sin dall’adolescenza: un rumoroso, imprevedibile e impertinente giovane sestetto che si era fatto le ossa sul palco del Windmill di Brixton (e che, per l’occasione, veniva prodotto da uno come Daniel Fox dei Gilla Band). Le vicende artistiche, però, a volte si rivelano imperscrutabili. Giunti ad agosto 2026 e all’agognato LP di debutto, ci ritroviamo la sorpresa di una band molto cambiata, che incide per una diversa etichetta (la Fiction, gruppo Universal), e che è prodotta da tutt’altro genere di collaboratori (Seth Evans e Margo Broom, già al lavoro per il disco solista di Geordie Greep).

Chi dunque si attendeva l’evoluzione di quel promettentissimo EP, deve mettersi il cuore in pace: la rincorsa di cui sopra ha deviato in tutt’altra direzione. I Man/Woman/Chainsaw non sono più una band punk, ma ‘soltanto’ rock. E, soprattutto, hanno scoperto di avere un’insana predilezione per le ballate, quelle un po’ melense e tanto radiofoniche. “Ci nutriamo della sottile linea di demarcazione tra il bello e il rumoroso, cercando spesso di saltare tra i due: è il caos che ci eccita”, affermava solo due anni fa Billy Ward, co-frontman e co-fondatore (con Vera Leppänen; suonano insieme da quando avevano 14 anni). Ebbene, meno di due anni dopo quello splendido caos non c’è più, rimpiazzato da strutture assai più quiete, da suoni pulitissimi e dal belcanto, favorito dall’intonatissima vocalità della co-frontwoman.

Prima di addentrarci in un giudizio senza preconcetti, permetteteci di qualche riga di rammarico: ‘Cannonball’ non è il disco che ci saremmo attesi e, dal punto di vista di chi vi scrive, non è all’altezza di tali altissime aspettative. La sensazione è quella di un freno a mano tirato, chissà se per l’approdo alla major di cui sopra, per gli ineffabili produttori (definiti “dittatoriali” in una dichiarazione di Vera a Paste), o per scelta dei ragazzi stessi, che paiono passati direttamente al terzo album, quello [eufemismo] “della maturità”. Come se, anziché Sonic Youth, Nirvana e Black Midi (i loro idoli di gioventù), abbiano scelto di aspirare a diventare i nuovi Wolf Alice.

Detto tutto ciò, è possibile definire ‘Cannonball’ un brutto disco? No, è comunque un buon lavoro. Perché, anche se scriteriatamente dirottato, il talento c’è, e si sente. Lo si ode nell’opener ‘Only Girl’ e nel singolo ‘Nosedive’, brani anch’essi edulcorati rispetto a ciò che potevano essere, ma che mantengono una certa personalità e una buona imprevedibilità. Anche i crescendo di ‘Get Up And Dance’ e ‘Something Else To Give’ sono degni di nota, come rimandano ai bei tempi del Windmill (se non altro per quel vocione un po’ stonato) le tre canzoni cantate da Billy, ovvero ‘Goddamn, Lizard Man!’, ‘Flick Of The Wrist’ o ‘The Thing’. Stendiamo un velo pietoso, invece, su ‘Still Angry’, che potrebbe tranquillamente essere copia-incollata nella scaletta di un disco di Adele. Non convincono nemmeno gli altri lentoni, ossia ‘Canyons’, ‘Lighter’ e ‘Snakebite’, mancando sia di mordente che di emotività, forse anche per l’eccessiva pulizia della famigerata produzione.

Nonostante tutto, però, i Man/Woman/Chainsaw sono riusciti a resistere, facendo comunque pendere la bilancia dalla loro parte, e permettendo all’ascoltatore di arrivare sufficientemente vispo al termine dei 41 minuti di durata. Certo, una tirata di orecchie non gliela leva nessuno, perché un po’ la zappa sui piedi se la sono data. Ma mai come in questo caso, pare più opportuno un augurio: quello per un prosieguo di carriera in cui possano rimanere liberi di scegliere. Paiono proprio averne tanto bisogno.

🙂‍↕️



 

Pubblicità