Radio Free Alice: 'What's In Between' (Atlantic, 2026)

🎵 Post-punk revival | 🏷️ Atlantic Records | 🗓️ 30 ottobre 2026

L'ascesa dei Radio Free Alice è stata tanto rapida quanto tribolata. Dal primo, omonimo EP pubblicato nel 2023, sono passati meno di tre anni per giungere all'album di debutto, che sarebbe potuto arrivare ancora prima se la band non avesse dovuto interrompere l'attività per qualche mese a causa di non meglio specificati problemi personali. La grande attesa nei loro confronti ha forse complicato un processo compositivo che si è rivelato meno lineare rispetto ad altre band coetanee, con tre corpose sessioni di registrazione svoltesi in tre diversi continenti con altrettanti produttori coinvolti: il celebre Peter Katis (già al desk di National, Interpol, Arcade Fire e Death Cab For Cutie) ha lavorato con il quartetto australiano nel suo studio in Connecticut, l'ex DJ Ewan Pearson (Franz Ferdinand, Depeche Mode) li ha seguiti a Sydney, e Finn Billingham (HighSchool, Sam Akpro) si è occupato dei ritocchi finali a Londra.

Un dispiegamento di forze che dà l'idea di quanto Atlantic Records punti su Noah Learmonth (voce, chitarra), Jules Paradiso (chitarra), Michael Phillips (basso, sassofono) e Lochie Dowd (batteria), probabilmente attratta da quelle canzoni che i Radio Free Alice avevano pubblicato tra il '23 e il '25 in tre differenti EP con la piccola etichetta Double Drummer. L'aver affidatogli produttori così esperti la dice lunga sulla stima di cui godono: questo esordio la ripaga pienamente, soprattutto dal punto di vista melodico.

Sì, perché come già si era intuito dalle anticipazioni, il più grande pregio del gruppo trasferitosi a Melbourne è proprio l'abilità di disegnare armonie estremamente seducenti associandole a giri di chitarra spigolosi e magnetici. 'What's In Between' ne offre una nutrita casistica, con undici tracce di grande immediatezza, che solo di rado cedono a cliché, comunque riconducibili alla musica inglese tra la fine degli anni '70 e la metà dei '90. Sono post-punk, new wave e brit-pop ad aver ammaliato Learmonth e Paradiso sin da quando frequentavano insieme il liceo, con il primo che aveva ereditato dai genitori la passione per Smiths, New Order, Jam e Housemartins, oltre ad aver effettivamente trascorso in UK i primi dieci anni della sua vita.

È, questo, un LP che nel suo complesso ricorda parecchio un altro esordio, di oltre vent'anni fa, che si era incanalato sulle stesse direttrici: 'Hot Fuss' dei Killers. Analogamente vanta una manciata di singoli (o potenziali tali) piuttosto irresistibili, come 'Crying With You', 'Rule 31', 'Kick In The Shins' e 'Bottleshops'. Resta da vedere se, in un’epoca diversa, avranno lo stesso destino di brani come 'Somebody Told Me' e 'Mr. Brightside', ma le canzoni dei Radio Free Alice possono funzionare altrettanto bene in una cameretta come in una pista da ballo. Sono forse state un po' troppo levigate da tutte queste produzioni, ma mostrano un'abilità di scrittura che difficilmente può lasciare indifferenti, e che raramente è così ben delineata in un album di debutto. Le arene in giro per il mondo possono cominciare i preparativi per accoglierli. Prima o poi, ci arriveranno.

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