Razorlight: ‘Olympus Sleeping’ (Atlantic Culture, 2018)


Genere: guitar-pop/rock | Uscita: 26 ottobre 2018

Sono trascorsi 10 lunghi anni dall’ultimo album dei Razorlight, ‘Slipway Fires‘. Una vita, tenendo conto di quanto ormai, nell’era dei social media, i gusti e le mode cambino assai velocemente. I Razorlight oggi sono come ritornati a essere una band emergente, con un LP praticamente auto-prodotto. E’ temporalmente distante il grande successo ottenuto intorno alla metà degli anni ’00 grazie alla ‘spinta’ mediatica di un tour con i Libertines (amici di lunga data del frontman Johnny Borrell), e di un buon numero di azzeccatissimi singoli quali ‘Golden Touch‘, ‘In The Morning‘ e ‘America‘.

Johnny è l’unico Razorlight rimasto rispetto a un decennio fa. Nel 2014 aveva addirittura messo il gruppo in hiatus, dopo che alcuni tentativi di realizzare quello che sarebbe stato il loro quarto album non erano andati a buon fine. Sentiva che i Razorlight erano diventati “un brand più che una band“, per cui “ti costringono a far uscire un album ogni 18 mesi, che tu abbia qualcosa da dire oppure no“. Si era occupato di altre cose nel frattempo, aveva persino messo in piedi un sideproject jazz, fino a che, due anni fa, un amico gli ha proposto di andare in studio e riprovare a suonare il rock: “Mi sono sentito semplicemente bene, tutto si è incasellato al posto giusto molto velocemente.

Che Borrell si sia divertito nel realizzare questo disco, da egli stesso definito “una lettera d’amore al rock ‘n’ roll“, lo si può intuire da ciascuna delle tracce di un album che ha il pregio di essere semplice, diretto e solare. ‘Got To Let The Good Times Into Your Life‘, il titolo del brano di apertura, è una sorta di manifesto programmatico di ciò che si ascolterà successivamente. ‘Brighton Pier‘, ‘Japanrock‘, ‘Midsummer Girl‘ e la title-track ‘Olympus Sleeping‘ hanno quella vibe un po’ vintage che fa battere il piedino, quel brio che induce al pogo e quei singalong da cantare con gusto sotto la doccia. ‘Olympus Sleeping‘ è soprattutto un disco molto divertente, che di certo non finirà nella Rock ‘n’ Roll Hall Of Fame, ma che riporta in scena una buona band che aveva raggiunto la fama non solamente per una congiuntura temporale favorevole.

VOTO: 🙂



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