This Is Lorelei: 'The Singer In My Band' (Matador, 2026)

🎵 Alt-country | 🏷️ Matador Records | 🗓️ 11 settembre 2026

Se MJ Lenderman, Snail Mail, Hayley Williams, Waxahatchee e persino Jeff Tweedy fanno cover delle canzoni del tuo side-project, allora probabilmente quel tuo progetto non deve essere per niente secondario. È quanto deve avere realizzato Nate Amos, chitarrista dei Water From Your Eyes, dopo aver pubblicato il suo album di debutto come This Is Lorelei, 'Box For Buddy, Box For Star', nel 2024. Era il suo primo vero e proprio tentativo di dare un ordine al caos che aveva creato su Bandcamp, dove pubblicava a stretto giro praticamente qualsiasi cosa gli passasse per la mente.

Ben presto, anche la sua band principale avrebbe cominciato realmente a ingranare, e Nate si sarebbe trovato spesso a pensare alla sue nuove canzoni a bordo di un van, in un trasferimento tra una città e un'altra. In quel continuo movimento, avrebbe cominciato pure ad avere nostalgia di casa, della sua famiglia, e del bluegrass che da piccolo gli faceva ascoltare il padre, musicista di buon livello (in questo LP suona il banjo). Così, per questo 'The Singer In My Band', titolo che indica quanto abbia scelto di esporsi in prima persona in questa nuova fase del suo moniker personale, diverse cose sono ulteriormente cambiate.

Il suo terzo lavoro solista (c'è anche 'Holo Boy' del 2025, una raccolta di re-work delle migliori cose dei tempi di Bandcamp) nasce volutamente classico, ispirato dal cosiddetto Great American Songbook, la tradizione cantautorale americana. Un disco che intenzionalmente si propone di essere meno verboso (Nate si è auto-imposto di utilizzare la metà delle parole dell'LP precedente), vuole raccontare storie anziché parlare in prima persona, e intende partire soprattutto dalle melodie, per vedere dove lui stesso le avrebbe potute portare. Un po' l'opposto della sua band principale, nota per le stratificatissime sperimentazioni sonore che, solo secondariamente, diventano pezzi pop, seppur sperimentali. Del resto, tutte quelle star che hanno riproposto i suoi brani, devono averla parecchio apprezzata, la sua abilità melodica.

A questo proposito, 'The Singer In My Band' sembra rappresentare la presa di coscienza di Amos di essere un vero cantautore, oltre che l'approdo definitivo del suo progetto This Is Lorelei: è composto da undici canzoni orecchiabilissime, che hanno il pregio di crescere con gli ascolti, perché nelle sue strutture estremamente lineari hanno nascoste piccole sorprese. Non concentrandosi, per esempio, soltanto sull'eredità country-folk nazional-popolare (che forse è un po' troppo stereotipata in tracce come 'Watching Heaven Full' e 'The Singer In My Band'), ma aggiungendo elementi psichedelici e surfati (nel bellissimo singolo 'Billy Came Back', ad esempio, o in 'Sailing') e non lesinando chitarre alternative ('Hey Sarah Is It Gonna Rain Forever', 'The Kid With The Crown').

Il fatto che sia stato concepito in viaggio ma registrato in casa, non cercando la perfezione produttiva ma lasciando che tutto fosse inciso in maniera molto spontanea, accresce una componente empatica che si crea a stretto giro anche con un ascoltatore distratto. Non è un caso che una label importante come la Matador Records abbia voluto Nate nella sua scuderia, e neanche che lui, con idee ormai chiarissime, gli abbia consegnato il disco finito a soli 30 minuti dalla firma. Alla luce di quanto vi è dentro, This Is Lorelei rischia di diventare molto presto la sua occupazione principale.

🙂