Adrianne Lenker: ‘Abysskiss’ (Saddle Creek, 2018)

Genere: indie-folk | Uscita: 5 ottobre 2018

Gli ultimi tre anni sono stati per Adrianne Lenker quelli della definitiva consacrazione come musicista. Insieme all’amico Buck Meek ha fondato i Big Thief, che nel 2016 e 2017 hanno attirato più di un’attenzione rispettivamente per un esordio (‘Masterpiece‘) e un sophomore (‘Capacity‘) tra i più interessanti, comunicativi e maturi degli ultimi tempi. Due album in due anni che hanno anche mostrato la grande facilità di scrittura di Adrianne, una che non sembra voler mai smettere di tirare fuori canzoni dal proprio cilindro.

Quelle contenute in ‘Abysskiss‘ facevano parte del suo sostanzioso repertorio non ancora reso pubblico, e si ricongiungono con la sua prima pubblicazione, l’album solista ‘Hours Were The Birds‘ del 2014. Allora la Lenker, appena 21enne, si era da poco trasferita a New York, faceva la cameriera in un ristorante e viveva in una specie di appartamento ricavato da un magazzino. Anche per il budget ridottissimo di cui disponeva, aveva inciso quei dieci brani servendosi unicamente di una chitarra acustica, lasciando fare il resto alla sua voce e alla sua interpretazione. Questa sua seconda opera in autonomia è architettata allo stesso modo: i titoli in scaletta sono scritti completamente in minuscolo, per dare anche graficamente l’idea dell’essenzialità di queste canzoni, registrate in appena una settimana insieme all’amico Luke Temple (meglio conosciuto come Here We Go Magic).

Abyskiss‘ e tutt’altra cosa rispetto alle fiere e grintose composizioni dei Big Thief, e non solo perché a suonarle c’è una sola persona: Adrianne in versione solista non ha paura di mostrare la propria vulnerabilità anche attraverso un diverso modo di cantare, con un timbro vocale che si fa spesso gracile e fragile. E’ una delle componenti fondamentali che rendono questo disco un’eccezionale trasmettitore di intime emozioni, in particolare con pezzi come ‘Symbol‘, ‘Blue And Red Horses‘ e ‘What Can You Say‘. Conseguire un tale risultato con così pochi elementi a disposizione è un’ulteriore conferma del talento di una delle più promettenti nuove cantautrici della scena indipendente americana.

VOTO: 🙂



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