Bis: ‘Slight Disconnects’ (Last Night From Glasgow, 2019)


Genere: disco-punk | Uscita: 15 febbraio 2019

Ci sono diversi modi di fare i conti con il passare del tempo: si può maturare e diventare adulti, oppure si può rimanere teenager per sempre. I Bis hanno scelto questa seconda opzione, a dispetto di un aspetto che non può più celare il loro essere fourtysomething. Musicalmente, però, tirano dritto, riproponendo logo e colori accesi degli esordi per la copertina di questo loro quinto album in carriera, il secondo dopo il ricongiungimento avvenuto nel 2009.

A metà anni ’90, dalla sottovalutatissima scena DIY di Glasgow di quegli anni, cercarono di diffondere universalmente la “Teen-C Power”, una sorta di filosofia secondo la quale avrebbero dovuto essere i teenager a guidare il mondo, abbinando colorati fumetti alle proprie canzoni e creandosi dei veri e propri avatar molto prima dei Gorillaz e della massificazione di internet. Potrebbe dunque essere per loro arduo mantenere una certa credibilità in tal senso, ora che rughe, capelli bianchi e calvizie fanno capolino sotto i berrettini a pom pom della cover. In realtà i Bis mostrano anche in questo disco di essere una band senza tempo, con testa e cuore ancora ggiovani come 23 anni or sono, quando cominciarono a uscire i loro primi EP.

A dispetto di qualche passaggio un po’ kitsch, presente anche in questa nuova fatica, la loro musica ha sempre avuto il pregio di essere estremamente riconoscibile. L’utilizzo delle tre voci, quella stridula di Manda Rin (che all’anagrafe fa Amanda MacKinnon) e le due maschili, che le fanno da contraltare, di Sci-fi Steven (Steven Clark) e John Disco (John Clark), rende le loro allegre canzoni sempre dinamiche e frizzanti. La scelta di stare quasi costantemente sotto i quattro minuti aiuta parecchio a mantenere il ritmo frenetico e incalzante, dato come di consueto da synth piuttosto esosi, hook di chitarra e drum machine. E’ una coerenza, la loro, che riesce a fare ancora simpatia e soprattutto a divertire, anche perché il trio scozzese non ha mai avuto velleità troppo seriose. Del resto come potrebbero esserlo titoli come ‘Dracula, You Broke My Heart‘ e ‘There Is No Point (Other Than The Point That There Is No Point)‘? A fine scaletta ci sono anche un paio di numeri più adulti (‘Combination Rock‘ e ‘The Big Sunshine‘) che potrebbero essere un’ottima indicazione su cosa fare dirigendosi verso i 50 anni. Per il momento, la nostalgia per i bei tempi che furono, che ‘Slight Disconnects‘ consente rivivere così realisticamente, li rende ancora una volta, quantomeno alle nostre orecchie, unici.

VOTO: 🙂