Ricordare quante volte si è passati accanto al gonfalone con scritto "Magazzini Generali" è impossibile. Sono moltissime per chi vive in città da fine anni '90, anche per il fatto che è l'unico locale 'storico' di Milano ad essere rimasto sempre aperto. Rainbow, Transilvania, Rolling Stone, Propaganda, Binario Zero e Casa 139 non ci sono più, mentre il Tunnel ha cambiato destinazione d'uso pur rimanendo musicalmente attivo. I Magazzini invece sono sempre lì, dapprima piuttosto isolati e poi circondati da nuovi grattacieli, villaggi olimpici, mega-supermercati, fondazioni alla moda e ora anche da gigantesche torri cilindriche.
Dentro, al netto di qualche ristrutturazione, non sono cambiati granché. Il segreto è riuscire a passare il bar, posto sulla sinistra di un corridoio piuttosto stretto per essere (anche) una venue per concerti. Dopo, si apre la possibilità di vedere chi sta suonando, e anche piuttosto bene se si è furbi abbastanza da salire i tre scalini sulla sinistra, che portano a una stretta piattaforma dalla visuale privilegiata.
Courtney Barnett decide di mettersi proprio da quella parte, perché il centro del palco è giustamente destinato alla batterista Stella Mozgawa, già nelle Warpaint, con cui ormai il sodalizio è consolidato sia in studio (ha avuto un ruolo importante nella produzione degli ultimi due LP) che live. La loro intesa è il clou della serata, con il bassista Bones Sloane (che suona con la cantautrice australiana sin da prima della raggiunta notorietà) che pare volersi ritirare sempre più verso l'uscita di sicurezza, per lasciar loro tutto lo spazio possibile.
Il ruvido trio rende immediatamente evidente quanto sia azzeccato il motto "less is more": Courtney, Stella e Bones sembrano avere l'energia di trenta persone, ma al tempo stesso mostrano un'intesa e una precisione a cui solo un grande affiatamento, musicale e personale, può portare. La vibe è esattamente a metà tra un festival e una jam session, con la frontwoman che prende spesso e volentieri il centro del palco, come se volesse mostrare da vicino i tecnicismi dei propri assoli. La batterista, invece, pare indipendente nelle scelte di spezzare i classici battiti da concerto rock, concedendosi virtuosismi e divagazioni che riescono a ravvivare ulteriormente canzoni già di per sé fatte apposta per essere suonate live.
A tal proposito, è praticamente tutto l'ultimo LP 'Creature Of Habit' a essere proposto, con dieci dei ventidue brani in scaletta. A ragione, perché è un bel disco, che ha riportato la musicista di Melbourne verso un suono più articolato, dopo la progressiva folkizzazione degli ultimi anni. È sempre Stella, mentre batte le bacchette, a indirizzare vocalmente le armonie dei pezzi, che sfociano spesso e volentieri in cori che potrebbero avere la piena approvazione di Lennon e McCartney. Ma è assai udibile sia una marcata irruenza grunge, sia quelle radici alt-country che sembrano fungere da innesco per ogni canzone. Emergono anche sparuti accordi blues, soprattutto nelle dilatazioni spontaneamente improvvisate.
Nel cuore di tutti, e della stessa Courtney, c'è però quell'album di debutto del 2015 che le cambiò la vita e che rimane ancora oggi la sua opera migliore. Da 'Sometimes I Sit And Think, And Sometimes I Just Sit' arrivano quattro brani, inclusi i due che chiudono l'encore: 'Pedestrian At Best' e 'Nobody Really Cares If You Don't Go To The Party' sono a loro modo dei classici, e la verve con cui vengono suonati a fine show mostra tutta la passione e l'energia di questa sera, con il pubblico che si scatena in un pogo conclusivo che è un vero e proprio tributo a un concerto riuscito benissimo. Insomma, la 'storica' location cittadina, quest'oggi, è stata pienamente onorata.
| La scaletta: | |
|---|---|
| 1 | Stay in Your Lane |
| 2 | City Looks Pretty |
| 3 | Avant Gardener |
| 4 | Small Poppies |
| 5 | Mantis |
| 6 | Same |
| 7 | History Eraser |
| 8 | Need a Little Time |
| 9 | Another Beautiful Day |
| 10 | Depreston |
| 11 | Site Unseen |
| 12 | Great Advice |
| 13 | Elevator Operator |
| 14 | Sugar Plum |
| 15 | Wonder |
| 16 | Before You Gotta Go |
| 17 | Write a List of Things to Look Forward To |
| 18 | One Thing at a Time |
| Encore: | |
| 19 | Mostly Patient (solo) |
| 20 | Canned Tomatoes (Whole) |
| 21 | Pedestrian at Best |
| 22 | Nobody Really Cares If You Don't Go to the Party |





