Django Django: ‘Glowing In The Dark’ (Because, 2021)

Genere: art-pop | Uscita: 12 febbraio 2021

Chissà se è vero che i Django Django si sarebbero accontentati di diventare “una strana, piccola band di culto“. Lo confessa il chitarrista Vincent Neff ricordando i primi anni di vita del quartetto, quelli della School of Art di Edinburgo e poi del primo appartamento londinese nel quartiere di Dalston. Quelli che portarono lui e l’amico di lunga data David Maclean a comporre le canzoni che sarebbero finite nell’omonimo album d’esordio del 2012, l’LP che li fece nominare al Mercury Prize e infilò due pezzi nei videogame più diffusi dell’epoca, ‘FIFA 13‘ e ‘Grand Theft Auto V‘. Chissà se invece è stato proprio quel disco a mettere pressione a un gruppo che si aspettava “di vendere poche centinaia di copie” e che ora si trova a fare i conti, a ogni uscita, con le aspettative generate da quel successo e dal contratto con la Because Music, ambiziosa etichetta fondata da un ex manager della EMI che pubblica gente non certo da tiratura limitata come Metronomy, Justice, London Grammar, Major Lazer e Charlotte Gainsbourg.

Nella realtà, i Django Django paiono credibili nel loro umile pronostico, seguitando con imperterrita autenticità a perseguire la loro strada, tracciata oltre dieci anni fa, in quei tempi in cui i giovani “di giorno ascoltavano le band indie e di sera andavano ai rave“. Ci sono sempre state entrambe queste componenti nella loro musica, favorite anche dal passato da DJ di Maclean, sostanziale produttore di tutti i lavori, oltre che dalla sua famigliarità con l’arte in genere: la madre, Marian Leven, è una apprezzata scultrice e pittrice e il fratello, John Maclean, tra i suoi vari progetti musicali ha fatto parte della Beta Band. In ‘Glowing In The Dark‘, quarto album in carriera, il quartetto di stanza a Londra conferma quell’attitudine che lo fa sembrare ancora oggi l’anello di congiunzione tra Coral e Hot Chip. Fulgida esemplificazione è il passaggio dalla nona all’undicesima traccia di questo disco: dapprima l’acustica ‘The World Will Turn‘, quindi la funkeggiante ‘Kick The Devil Out‘, e infine un singolone da club assolutamente perfetto come la title-track Glowing In The Dark‘.

Eppure, è una successione che appare coerente e naturale, come è sempre stato nei dischi dei Django Django, abili a mantenere una solida audience ormai da quasi un decennio, conservando le simpatie di chi si è imbattuto nelle loro canzoni così divertenti, gradevoli ma anche non troppo stereotipate. Il loro trademark è ancora una volta inconfondibile, con un ulteriore aumento della componente melodica, già assai presente: ‘Spirals‘, ‘Waking Up‘ (in cui canta la succitata Charlotte Gainsbourg), ‘Free From Gravity‘, ‘Headrush‘ e ‘Asking For More‘ sono brani fondamentalmente (art-)pop ma anche un po’ psichedelici, vintage ma anche moderni, danzerecci il giusto e variegati quanto basta per non cadere, dopo tutto questo tempo, nel cliché. ‘Glowing In The Dark‘ è dunque un’altra prova più che buona per la band di origine scozzese, che per diffusione e longevità ha abbondantemente superato il modesto goal di inizio carriera.

VOTO: 🙂



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