Elbow: ‘Giants Of All Sizes’ (Polydor, 2019)

Genere: post-britpop | Uscita: 11 ottobre 2019

Giants Of All Sizes‘ è il terzo album di fila degli Elbow ad aver raggiunto la prima posizione della UK Album Chart nella settimana di pubblicazione. Segno della profonda connessione tra la band di Bury e una grande fetta di audience musicofila britannica. Sono specificamente un caso isolato, Guy Garvey e soci: sempre coerenti con la loro mission cantautorale, con i propri modelli (Genesis, Talk Talk e Radiohead su tutti) e distanti da sotterfugi per compiacere il pubblico. L’unico aiutino, peraltro meritato, arrivò loro dalla vittoria del Mercury Prize del 2008 con quello che già era il loro quarto album, ‘The Seldom Seen Kid‘. Fu fondamentale per allargare un seguito fino ad allora di nicchia, sebbene il loro stile compositivo fosse ben riconoscibile sin dall’esordio del 2001, ‘Asleep In The Back‘. Insomma, bisogna dare atto agli Elbow di essere sempre stati sinceramente sé stessi, e di aver sempre fatto ciò che avevano in animo di fare.

Ed è proprio la sfera personale la fonte di ispirazione principale per le canzoni di questo ottavo album della loro carriera: la morte del padre di Guy Garvey per un cancro, e la scomparsa quasi contemporanea di due grandi amici e sostenitori del gruppo ha dato al disco un’aura di malinconia e di amarezza, a cui hanno di certo contribuito le personali riflessioni del frontman su alcuni fatti di cronaca: la famigerata Brexit (‘Dexter & Sinister‘), l’incendio della Grenfell Tower di Londra (‘White Noise White Heat‘, brano davvero molto intenso), il suicidio di un uomo sotto un treno in cui viaggiava lo stesso Garvey (‘The Delayed 3:15‘). Anche per questo ‘Giants Of All Sizes‘ è, senza dubbio, l’album più cupo tra quelli del gruppo inglese, sebbene una via per la felicità venga comunque distintamente indicata negli affetti più cari (‘My Trouble‘, ‘On Deronda Road‘ e la toccante ‘Weightless‘).

E’ dunque la connessione emotiva con gli Elbow in quanto persone, oltre che in quanto band, la condizione necessaria per amare questo album come molti del loro del passato. Il loro brit-pop colto ed elegante, la loro cura maniacale di ogni singola nota, le loro produzioni enfatizzate, sono tutte componenti ininterrottamente presenti nei loro dischi da quasi vent’anni. E’ una decisione che spetta a chi li ascolta se seguitare a esserne appagati o lamentare un’eccessiva ridondanza. Di certo, album come ‘Giants Of All Sizes‘ è preferibile che che continuino a essere pubblicati.

VOTO: 🙂