Primo ascolto: The National, ‘I Am Easy To Find’

Innanzitutto c’è da fare i complimenti ai National e a chi li ha aiutati a organizzare questa serie di presentazioni (in sostanziale contemporaneità in diverse città del mondo) di ‘I Am Easy To Find‘, il loro nuovo album, e del cortometraggio ad esso collegato. La Santeria di viale Toscana a Milano è zeppa di gente, la compiaciuta atmosfera di condivisione è palpabile, ed è bello che un disco così importante possa essere ascoltato in anteprima non soltanto dagli addetti ai lavori.

L’apertura viene affidata al film diretto da Mike Mills, che dura 25 minuti e ha come protagonista Alicia Vikander, ovvero colei che compare anche sulla copertina del disco. L’attrice svedese interpreta una donna di cui viene ripercorsa l’intera esistenza, dalla nascita alla morte. Le fasi della sua vita, per l’interpretazione delle quali si è scelto di far mantenere ad Alicia l’aspetto reale senza ricorrere a trucchi o ad attori terzi, si susseguono velocissime grazie a un montaggio molto serrato. Le gesta della Vikander e di chi recita con lei sono quasi esclusivamente prive di dialoghi, le poche conversazioni fanno semplicemente da sottofondo, con la narrazione che viene affidata a una serie di telegrafici sottotitoli. A livello audio il primo piano è riservato alle nuove canzoni dei National, che si susseguono in un articolato cut ‘n’ paste abile nel renderle parte di un racconto che è davvero molto toccante, con un finale alquanto commovente.

L’idea di ‘I Am Easy To Find‘ in quanto album è stata conseguente a quella del film, ma come afferma la pressrelease della 4AD “non ne è la colonna sonora” e può essere ascoltato in maniera totalmente indipendente. E’ composto 14 canzoni e due interludi, per un totale di 16 tracce. Non diamo giudizi di merito, dopo un solo ascolto non è possibile e non sarebbe serio, ma qualche cosa la possiamo anticipare: prima di tutto la sua durata, 63 minuti e 35 secondi, non c’è mai stato un album dei National così lungo. Una lunghezza che è inevitabilmente sinonimo di eterogeneità, anche per la scelta di affidare molte delle parti vocali a interpreti femminili (Lisa Hannigan, Sharon Van Etten, Mina Tindle, Gail Ann Dorsey e Kate Stables). E’ questa la grande novità rispetto al passato, con Matt Berninger che spesso e chissà se volentieri si è dovuto accontentare di un duetto o addirittura del ruolo di seconda voce.

I Am Easy To Find‘ non si discosta però di molto dai National che ben conosciamo. Fanno eccezione due canzoni, entrambe molto interessanti: ‘Where Is Her Head‘, incalzante e rumorosa sopra la media della band, e ‘Dust Swirls In Strange Light‘, sicuramente la traccia più sperimentale, in cui un beat irregolare sottende il coro del Brooklyn Youth Chorus prima che la batteria di Bryan Davendorf giunga a dare manforte. Da segnalare anche lo spoken word presente in ‘The Pull Of You‘, i beat di ‘Hey Rosey‘, la coda elettronica di ‘So Far, So Fast‘ e quella elettrica di ‘Rylan‘, che potrebbe diventare una delle future hit da concerto. Insomma, di carne al fuoco ce n’è parecchia, difficilmente i fan rimarranno delusi. Non resta loro che attendere un paio di settimane: l’ottavo album della carriera della band originaria di Cincinnati esce il 17 maggio.