Frances Quinlan: ‘Likewise’ (Saddle Creek, 2020)

Genere: alt-pop | Uscita: 31 gennaio 2020

Sebbene nel recente ‘Bark Your Head Off, Dog’ (2018) avessero sensibilmente abbassato i volumi degli amplificatori, gli Hop Along sono sempre stati la band di una ragazza con la chitarra. Del resto, il progetto nacque nel 2005 come solista, e con una denominazione leggermente più lunga: Hop Along Queen Ansleis. Allora, Frances Quinlan aveva in mente Ani DiFranco e Fiona Apple, le cantautrici folk che il fratello maggiore Andrew le aveva fatto ascoltare. Non fu dunque casuale che le sue prime composizioni fossero basate sulla chitarra acustica, salvo poi diventare fieramente elettriche quando, con l’aiuto dell’altro fratello Mark, trasformò gli Hop Along in una band con un suono ben definito e incontrovertibilmente indie-rock. Fu con questo set-up che il suo cantautorato poté diventare discretamente noto e la sua particolarissima vocalità estremamente riconoscibile. La voce di Frances e le chitarre rumorose sembravano due componenti inscindibili.

Questo fino a pochi giorni fa, quando l’uscita di ‘Likewise‘, il primo LP con il suo nome di battesimo, ha mostrato una nuova versione di un’artista versatile e completa: le sue canzoni in autonomia (sebbene nello studio di Philadelphia dove le ha registrate ci fosse anche il compagno di band Joe Reinhart) coinvolgono tastiere, sintetizzatori, beat, archi, persino un autoharp. Riempiono molto meno lo spettro sonoro rispetto a quelle con la band, ma proprio per questo lasciano le sue sghembe linee vocali giostrare in libertà e divenire trait d’union e assolute protagoniste di brani dalla specifica peculiarità.

Come per i dischi della sua band, bastano pochi ascolti per assimilare i saliscendi armonici di Frances, la cui prova di interprete è al solito, per intensità e personalità, molto al di sopra della media. Il contesto più intimo fa sì che le ballate si contino in numero maggiore, anche se lo zenit del disco è la ritmata ‘Your Reply‘, adornata di tastiera e chitarra acustica, piuttosto smithsiana nella linea melodica. Il successivo electro-pop di ‘Rare Thing‘, primo singolo estratto, è invece emblematico della volontà di sperimentare nuovi tappeti sonori senza inficiare l’altissimo livello qualitativo. Irresistibile è però la parte più acustica del disco: ‘A Secret‘ e soprattutto ‘Went To LA‘ sono da farfalle nello stomaco; il passaggio conclusivo di quest’ultima, con la strofa “Heaven is a second / Heaven is a second chance” ripetuta quasi all’infinito con crescendo progressivo di tonalità, è l’apice empatico di un album ancora una volta eccellente. ‘Likewise‘ issa Frances Quinlan sul gradino più alto del podio del nuovo cantautorato indie americano, alla pari della sola Adrienne Lenker. Da parte nostra, non possiamo non rinnovare l’auspicio di un percorso che avrebbe tutto il diritto di essere analogo a quello dei Big Thief.

VOTO: 😀



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