Girlpool: ‘What Chaos Is Imaginary’ (Anti-, 2019)

Genere: alt-rock | Uscita: 1 febbraio 2019

Non avevano finito neanche le scuole superiori che Cleo Tucker e Harmony Tividad erano già in una band. La loro band, formata da due amiche che avevano da sempre condiviso tutto: scuola, amicizie, locali, e ovviamente musica. La loro prima pubblicazione ufficiale risale al 2014, quando avevano rispettivamente 17 e 18 anni, con l’omonimo EP ‘Girlpool‘. Quindi, altri singoli, EP e due album, componendo e anche cantando sempre tutto insieme, senza mai dividersi, neanche nei file dello studio di registrazione.

Crescere, però, significa molto spesso cambiare, ed è quanto è accaduto al rapporto tra Cleo e Harmony: sono andate a vivere in due città diverse, hanno cominciato a comporre da sole, vedendosi solo di tanto in tanto per dare opinioni e suggerimenti l’una al lavoro dell’altra. Harmony ha anche attraversato un periodo difficile a livello personale, a causa di una forte depressione; Cleo ha invece sentito la necessità di cambiare il proprio sesso, la conseguente cura di testosterone le ha modificato il timbro vocale, tanto che in ‘What Chaos Is Imaginary‘, a differenza dei due lavori precedenti, è immediatamente intuibile, in ogni momento, chi stia cantando.

E’ dunque un album di vera e propria transizione, questo. Registrato in maniera differente da due persone ormai adulte, di 22 e 23 anni, che sono estremamente diverse da quelle di 4-5 anni fa. La quantità di canzoni in scaletta, ben 14, è indicativa dell’autonomia creativa ricercata e voluta dalle due amiche. Un’autonomia che, in entrambi i casi, non si cura di un’ipotetica coerenza stilistica, né con i dischi precedenti, né all’interno di questo lavoro: “In questo preciso momento sento come se fossimo entrambe una sorta di escursioniste creative che stanno nomadicamente vagabondando tra i generi musicali e fanno le cose per semplice coincidenza“, dice Harmony in questa intervista, rendendo perfettamente l’idea di cosa sia questo loro nuovo album.

La schizofrenia evidente del terzo LP del duo di Los Angeles non ha però inficiato la qualità delle loro canzoni, anzi. Se si approccia questo disco più come una raccolta che come un opera che avrebbe necessità di coesione, non si può non rimanere, ancora una volta, a bocca aperta di fronte a un talento che è palesemente acerbo, ma estremamente palpabile oltre che versatile ed empatico: Harmony passa dalla destrutturazione elettrica di ‘Where You Sink‘ (il pezzo che preferiamo dell’intero disco) alla delicatezza dell’acustica ‘Hoax And The Shrine‘, passando per l’appiccicosissimo power-pop di ‘Pretty‘ e ‘Lucky Joke‘, per giungere alla complessità dell’orchestrale title-track. La nuova vocalità di Cleo, fattasi più bassa, la porta su tonalità grunge ed emo (‘Lucy’s‘, ‘Swamp Bay‘), ma non sopisce la sua vecchia passione per Elliott Smith (‘Hire‘, ‘All Blacked Out‘) e finisce anch’essa per stupire nello shoegaze della conclusiva ‘Rose‘. Insomma, ‘What Chaos Is Imaginary‘ è un disco abbondante, che contiene tantissime idee. Molte sono decisamente slegate tra loro, ma tutte si manifestano non molto meno che splendidamente.

VOTO: 😀