High Sunn: ‘Our Perception’ (Spirit Goth, 2019)

Genere: guitar-pop | Uscita: 4 gennaio 2019

Sono 14 gli album accreditati ad High Sunn che compaiono sul profilo Spotify del musicista californiano. Sembrerebbe indice di una lunga e prolifica carriera, e invece Justin Cheromiah ha solamente 18 anni. Per capire come possa un ragazzino appena maggiorenne avere già in carnet una discografia da band di attività trentennale, bisogna andare a leggere la sua biografia e qualche intervista. Tutto ebbe inizio il giorno del suo settimo compleanno, il padre grande appassionato di musica gli regalò una chitarra, che divenne da subito il suo gioco preferito. L’orgoglioso genitore, il cui sogno mai realizzato era stato proprio quello di diventare un musicista, continuò a incentivare il pargolo che, a 14 anni, ricevette un nuovo dono: un registratore a 8 tracce. Fu da quel momento che Justin cominciò a incidere canzoni come se non ci fosse un domani e a pubblicarle su Bandcamp. Del resto era un tipo piuttosto timido, poco interessato alla socializzazione, e preferiva passare i pomeriggi da solo nella sua cameretta a comporre musica. Un vero e proprio nerd che ci sa fare anche con i software, tanto che probabilmente l’anno prossimo, all’università, studierà informatica.

Il presente è comunque già estremamente soddisfacente per questo teenager nato e cresciuto nella Baia di San Francisco, un mash-up vivente con discendenze cinese, tedesca, filippina e nativo americana. A maggio 2018 ha pubblicato il suo primo LP vero e proprio, ‘Missed Connections‘, l’etichetta svedese Punk Slime ha scovato i suoi appiccicosissimi brani, lo ha aiutato a tirare su una band e gli ha dato la possibilità di vedere le sue canzoni stampate per la prima volta su un supporto fisico. Opzione fornitagli successivamente anche dalla piccolissima Spirit Goth Records, che fa uscire spesso e volentieri cassette in edizione limitata, e che anche su tale formato gli ha consentito di imprimere questo ‘Our Perception’.

Sarà per una maturità musicale da raggiungere passo dopo passo, sarà per una vivacità artistica in continua evoluzione (Justin ha nel frattempo dato vita anche a un side-project trap), ma questo ultimo lavoro sembra estremamente più centrato rispetto a quello della scorsa primavera, come se l’esuberanza giovanile avesse lasciato posto a una più ragionata distribuzione delle proprie risorse e dei propri gusti. Così, dai “Modest Mouse che incontrano Car Seat Headrest” del lavoro precedente si passa ai “Beach Fossils che si intrattengono con Wild Nothing” di questo. ‘Need For Your Comfort‘, ‘Emotional Matters‘, ‘Three Words‘ sono post-punk jangleati incalzanti e catchy che, sembrerà banale dirlo, non paiono poter essere farina del sacco di un 18enne, che peraltro mostra una più che discreta abilità e inventiva anche rallentando i ritmi (‘In Your Hands‘, ‘Grateful‘, ‘Young To Old‘). Il tocco enormemente lo-fi di queste registrazioni, unito a una ricorrente vena psych-pop, rende ‘Our Perception‘ un disco di cui stupirsi, e High Sunn un tipo da seguire anche nelle prossime mosse: chissà cosa potrebbe combinare se ben consigliato e ben prodotto.

VOTO: 🙂