The Last Dinner Party: ‘Prelude To Ecstasy’

🎵 Art-pop | 🏷️ Island | 🗓️ 2 febbraio 2024

Ancor prima che la maggior parte della loro attuale fanbase sapesse chi fossero, le Last Dinner Party avevano già aperto ai Rolling Stone per il loro concerto ad Hyde Park. Le cinque ragazze londinesi avevano appena firmato un contratto con la Island, gruppo Universal, che ha certamente saputo inserirle nei circuiti che contano, tanto che quel signing ha oggettivamente fatto da spartiacque alla notorietà di una band che (leggendo la lista dei suoi concerti su Setlist.fm) prima di allora si era allontanata dalla capitale per suonare al massimo in un pub di Brighton, e che da quel momento in poi ha cominciato a calcare i palchi dei più celebri festival britannici.

Sembra essere stata la frequentazione dell’ormai immancabile (in ogni press-release) Wyndmill di Brixton a ispirare Abigail Morris, Lizzie Mayland, Emily Roberts, Georgia Davies e Aurora Nishevci. Nello specifico, aver osservato i concerti di Black Midi e HMLTD avrebbe convinto il gruppo a formarsi e a fare sul serio. Evidentemente la strada scelta è stata poi quella opposta, dal momento che nel caso delle Last Dinner Party l’improvvisazione appare ridotta al minimo. Al contrario, tutto è curato in ogni minimo dettaglio, anche grazie alla produzione più pulita dell’intera carriera di producer dell’ex Simian Mobile Disco James Ford.

Prelude To Ecstasy’, anticipatissimo debutto che non ha mancato di sbancare la UK Album Chart, arriva pure dopo la vittoria del celeberrimo concorso per giovani promesse ‘The Sound Of…’ della BBC nell’edizione 2024. Mostra ben altro che una band agli esordi, tanto sono magniloquenti le stratificazioni di chitarre, tastiere e archi, e tanto è intonata la frontwoman Abigail Morris. È un disco che ci troviamo quasi in imbarazzo a recensire, perché ha ben poco a che fare con quanto si propone di discorrere questo blog.

È chiaro come i paragoni con artisti alternative del passato (su Wikipedia si legge di Kate Bush,  Siouxsie and the Banshees, Roxy Music e Sparks), o il caricamento su Bandcamp (volatilizzatosi, guarda caso, nel giorno di pubblicazione del formato fisico) siano serviti a dirottare l’interesse di un certo tipo di canali (questo incluso). All’ascolto, però, ‘Prelude To Ecstasy’ appare tutt’altro, ovvero un prodotto chiaramente non indie nel significato originario del termine, ma che cavalca con grande convinzione (a partire dalla kitchissima intro strumentale) quella sottile linea che divide mainstream e alternative. Allora, i riferimenti andrebbero cercati tra i precursori del ‘genere’ di riferimento: Florence And The Machine, Marina And The Diamonds, Lana Del Rey. Se volessimo andare ancora più indietro, come non ricordare il rock (molto soft) di Corrs, Texas e Natalie Imbruglia.

Come quelle di costoro, le canzoni di ‘Prelude To Ecstasy’ non sono da buttare, ma riesce difficile valutarle al di fuori della patinatura degli abiti di scena, compresi quelli indossati dalle quattro ragazze inglesi in ogni apparizione. Il brano che più colpisce, non a caso, è ‘On Your Side’: un lentone intenso e molto ben interpretato che non avrebbe sfigurato in un album di Christina Aguilera o Lady Gaga.

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