Superchunk: ‘What A Time To Be Alive’ (Merge, 2018)

Attivi dal lontanissimo 1989, i Superchunk sono un’istituzione dell’indie-rock americano. Un po’ per la loro discografia, ma anche perché il frontman Ralph McCaughan e la bassista Laura Ballance sono i fondatori della Merge Records, una delle etichette indipendenti più quotate del pianeta.

L’indie-punk-rock dei Superchunk è qualcosa di rassicurante che ogni tanto torna a farsi sentire, confermando che si possono mantenere solide certezze per quasi trent’anni: anche l’11° album del gruppo di Chapel Hill non cambia sostanzialmente la formula in cui si mischiano l’etica lo-fi e un punk-rock che può essere allo stesso tempo considerato power-pop. C’è da dire che McCaughan e compagni negli ultimi anni hanno centellinato le pubblicazioni (il precedente ‘I Hate Music‘ è del 2013), per cui non c’è il rischio di averne abbastanza del loro sound sempre fedele a sé stesso. Un sound che anche in questo caso è energico e gradevole, come se a suonare non fossero dei 50enni, ma dei 20enni. Ed è probabilmente il saper rimanere ‘giovani dentro’ il segreto di questi “Peter Punk” dell’indie-rock USA.

VOTO: 🙂