The Bevis Frond: ‘We’re Your Friends, Man’ (Fire, 2018)

Genere: indie-rock | Uscita: 7 dicembre 2018

L’epopea dei Bevis Frond ebbe inizio da un’incidente stradale: era il 1986, Nick Saloman si fece molto male dopo essere stato sbalzato dalla sua moto; il suo braccio sinistro sembrava non poter più essere utile neanche per suonare la chitarra. Fortunatamente non fu così, anzi: fu proprio quell’inconveniente (nello specifico il risarcimento ottenuto) a fornire a Nick il budget necessario per costruirsi un piccolo studio di registrazione casalingo e per pubblicare il suo primo album (‘Miasma‘, 1987). Era da fine anni ’60 che suonava la chitarra nei progetti più disparati (Oddsocks, Bevis Frond Museum, Von Trap Family, Room 13), senza mai cavare un ragno dal buco. Quel primo LP però, per cui si era occupato di tutto in completa autonomia, andò sold out in men che non si dica. Aveva consegnato tutte le 250 copie a un negozio nel Kent specializzato in psichedelia, il Funhouse Records di Margate. La repentina richiesta del titolare di averne altre 200 gli fece capire di avercela fatta. Finalmente poteva fare ciò che aveva sempre desiderato: il musicista a tempo pieno.

A tal proposito Nick aveva le idee molto chiare: gli piacevano il rock psichedelico di Jimi Hendrix, il punk dei Wipers e il folk-rock dei Byrds, e voleva condensare tutto “con un distintivo tocco British“. Saloman era creativamente molto fertile, nei primi due anni come The Bevis Frond aveva già pubblicato per la sua etichetta personale (la Woronzow Records) cinque LP, e seguitò a farlo con una media di più di uno all’anno fino ai primi ’00. Era la quintessenza del rock indipendente, lui, pressoché sconosciuto ai più ma idolatrato da una nicchia di fedelissimi, anche per aver anticipato un sacco di cose: lo space-rock, il power-pop, il grunge; ad esempio è stato fondamentale e dichiarata fonte di ispirazione per J Mascis dei Dinosaur Jr. A parte una sporadica apparizione come concorrente a un quiz di Channel 4 nel 1991, ha però sempre rifuggito le luci della ribalta: i Bevis Frond e i loro oltre 22 album sono così rimasti un culto per pochi.

Sembra incredibile che, a 31 anni dall’esordio, l’ormai 65enne Saloman sia ancora in tale forma e soprattutto così prolifico. ‘We’re Your Friends, Man‘ dura praticamente un’ora e mezza, quasi come una partita del suo amatissimo Queen’s Park Rangers, e contiene ben 20 canzoni (venti!). Sono tutte di livello più che buono, tanto da rendere comprensibile la scelta del minutaggio così ampio: sarebbe stato davvero difficile escluderne qualcuna. Ancora oggi il musicista londinese svaria parecchio, dalla psichedelia (‘Lead On‘) al punk (‘Old Wives Tales‘), dall’alternative-rock (‘Enjoy‘) al folk (la title-track ‘We’re Your Friends, Man‘), dal power-pop (‘Pheromones‘) alla ballata romantica (‘Mad Love‘), dimostrandosi a proprio agio con differenti approcci e diverse atmosfere, sia quando persegue un’essenzialità esaustiva (i meno di tre minuti di ‘A Hard Way To Learn‘) che quando le divagazioni chitarristiche lo costringono a dilatare di parecchio le proprie composizioni (gli oltre 13’ della conclusiva ‘You’re On Your Own‘). Insomma,’We’re Your Friends, Man‘ permette di avere un’idea esauriente di chi sia Nick Saloman, di cosa sia capace di fare, e rende pieno merito alla sua abilità di songwriter. Del resto non è da tutti inanellare canzoni per 85 minuti senza tediare neanche per un secondo.

VOTO: 🙂