
Alla fine, sono passati più di dodici anni da ‘Meteorites’, a oggi l’album in studio più recente degli Echo And The Bunnymen, che uscì nel 2014. Lo sarà ancora per poco, giacché il 18 settembre prossimo la storica band britannica pubblicherà ‘Apples For Isaac’, tredicesimo capitolo di una storia cominciata nel 1978.
Si legge in una nota sul loro sito ufficiale: “Dopo anni trascorsi a esibirsi con il loro immenso repertorio di classici davanti a un pubblico di tutto il mondo, i Bunnymen hanno registrato un album tanto audace quanto vulnerabile, che cattura perfettamente l’essenza di ciò che li rende così speciali (…) Fin dai primi istanti del brano d’apertura ‘Take Me By The Hand’ è evidente che la band non ha perso nulla dell’urgenza dei loro primi lavori.”
Del nuovo lavoro, ne ha parlato anche il frontman Ian McCullogh (unico membro ufficiale rimasto oltre al chitarrista Will Sergeant), in un’intervista a Mojo: “Cosa ci ha trattenuto tutto questo tempo? Credo che il Covid abbia avuto un ruolo, ma volevo anche, a livello di testi, che tutto avesse un senso, o che fosse cripticamente importante (…) Più di qualsiasi altro disco che io ricordi, questo suona esattamente come lo immaginavo. Mi sono semplicemente detto: cantalo come vorresti sentirlo (…) Credo sia una delle cose più complete che i Bunnymen abbiano mai fatto.”
Co-prodotte da Andrea White, le undici canzoni in scaletta sono state registrate tra Liverpool (prima della pandemia) ed Henley (dopo). Come primo singolo è stato scelto ‘Brussels Is Haunted’: “È iniziato tutto anni fa. Era un posto magico, il primo in cui la band suonò all’estero nel 1980. Fummo invitati dalla cerchia alla moda di Bruxelles. Un nostro amico, Bert Bertrand, è citato nella prima riga. Lui e Annik Honoré ci seguivano ovunque. Alla fine si è suicidato a New York. È un ricordo che ancora mi tormenta, e ovviamente c’è anche la storia di Annik Honoré e quella di Ian Curtis… C’è una sensazione di, diciamo, bellezza assoluta, una sorta di tristezza antica e forse un senso di destino ineluttabile… E Bruxelles come centro della politica europea. Tutto questo è racchiuso in quell’unica canzone, ed è strano il modo in cui tutto si è intrecciato.”